Nei miti dell’antichità c’è tutta la storia del mondo e la fragola è menzionata come il frutto dell’amore per eccellenza; soprattutto per San Valentino un cesto di fragole potrebbe degnamente sostituire il classico mazzo di rose.
Nel buio del Medio Evo la fragola conosce il suo momento peggiore: si credeva potesse creare mostri, probabilmente per il fatto che alterasse il viso e la pelle di chi ne era allergico.
È il Rinascimento a riscoprire la fragola e nello splendore della corte del Re Sole, a Versailles, piccanti nobildonne amano provocare i propri amanti mordicchiando fragole ricoperte di zucchero e panna.
Giovanni Pascoli, in una delle sue poesie più famose, il Gelsomino notturno, inserisce il profumo della fragola, all’interno di una descrizione poetica della prima notte di una giovane coppia di sposi, da cui nascerà nuova vita, mentre Baudelaire, il poeta maledetto, nei Fiori del male, accorpa la fragola alle labbra rosse che lo tentano irrimediabilmente.
Oggi questo frutto rosso è ancora codificato con questo significato da innumerevoli pubblicità ma non solo: per chi crede nei sogni la fragola porta fortuna o un aiuto inaspettato, mentre in cosmetica si ritiene che impacchi di fragole mantengano bella la pelle.
Non dimentichiamoci infine di tutte le fragole che furoreggiano a giugno tra gli spettatori durante il torneo di tennis di Wimbledon e in ogni caso quale che sia la verità, questo dolcissimo frutto è veramente tentatore: se si inizia a gustarlo non si finisce più.

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